Lettera alla sposa

Indice

LETTERA ALLA SPOSA
Licia Allara

Come si svolge la storia…


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Premessa


“Poi, a volte capita, un giorno ci si ferma. All’improvviso.
Basta un piccolo sovvertimento della nostra momentanea normalità per sentirci immediatamente estranei alla nostra vita, spettatori esterni di noi stessi”.



Prologo


“In ogni caso, come di dovere e nonostante la fatica, nulla fu lasciato al caso.”

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22 Novembre. Finalmente.


Scenografia perfetta per un matrimonio, per il loro matrimonio, per l’inizio del loro film.
Un film.
(Ma non era la vita che dovevano incominciare a girare?)



Il fioraio


“Teneva perennemente il naso all’insù come se il mondo odorasse di cattivo”

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Il prete


“Quindi – come sempre accade – Dio vide bene, e lo mise lì, in quel paesino un po’ ai margini del mondo, in cima alla scogliera, al sole tutto l’anno, col vento che soffia perennemente attraverso i vetri rotti della canonica”.



L’organista


“L’organista si era materializzato nell’attimo in cui aveva cominciato a suonare, quasi la musica potesse dargli una corporeità che altrimenti non possedeva”.

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La sposa


“Similmente a un tronco che senza saperlo segue il fiume sino al mare, così lei aveva inseguito la propria perfezione”.



Lo sposo


“Aveva avuto semplicemente una palestra inadeguata, troppo povera di attrezzi, quindi l’esercizio della sua anima era stato scarso e le esperienze cui l’aveva sottoposta a senso unico”.

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L’attesa


C’erano, neppure a farlo apposta, cento persone. Cento esatte.
Persino questo faceva pensare a un equilibrio stabile.



Primo personaggio: l’ex fidanzato


Un leone in gabbia, con la savana lì fuori a due passi.
Inaccessibile.

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Secondo personaggio: la zia zitella


Rispolverava quel mito, ne lucidava i regali e i ricordi, ne riapriva le scatole di fotografie e le ferite, lo riportava in vita, come si fa a volte con i morti.



Terzo personaggio: l’amica disillusa


Il suo treno aveva saltato così tanti scambi, era deragliato così tante volte, che era ormai un ammasso di ferraglia.
Il suo cuore, era ormai un ammasso di ferraglia.

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L’attesa, ultimo atto


Lo sposo intravide la grande macchina bianca in fondo al viale di cipressi, e il cuore cominciò a battergli all’impazzata.
Sette minuti.



La stanza della sposa. Un piccolo salto indietro

Lei deve capire, capire perché si sente così, perché tutto il mondo le è crollato addosso in un attimo, mischiando le carte, di cui non trova più l’ordine, il senso logico o la concatenazione, ritrovandosi con i quadri e i denari mischiati ai cuori, senza sapere più che peso e che senso abbiano quelle carte che le bruciano tra le mani.

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Post scriptum - Epilogo


Adoratissima…